Minerva

Minerva

Paladina svampita nemica dei fascisti

Il giorno in cui sono svegliata con la faccia nel fango, coperta di cenere e sangue, è quello che ricordo come la mia rinascita.

La bambina cresciuta in un piccolo villaggio di contadini, simpatica ed amata da tutti, non esisteva più. Perché tutto il mio mondo, non esisteva più. I miei genitori, i miei amici, i miei fidanzatini. Le feste del paese, gli animali grassi, le danze ed i fiori. Scomparsi, morti. Bruciati.

Rialzandomi mi guardai attorno, tenendo ancora in mano la vanga che avevo usato per difendermi e per proteggere la mia famiglia. Cos’era successo? Era stato tutto così veloce da non depositarsi nemmeno nella mia (labile) memoria. Un’orda di non-morti, capitanati da creature talmente spaventose da paralizzare la maggior parte di noi. Io non ho resistito, ho recuperato l’unico oggetto che poteva fungere da arma e mi sono scagliata contro tutti i mostri che sono riuscita a raggiungere.

Sono forte, lo so. In paese mi hanno sempre detto che fra qualche anno avrei potuto anche portare in spalla una mucca. Nelle scazzottate ho sempre difeso i più deboli e ammansito il bestiame più selvaggio. E quindi eccola qui, la ragazza più tosta. Dov’erano gli altri? Credo morti sul colpo.
Non sono sicura nemmeno di aver ferito qualcuno dei nemici, erano già morti. Erano non morti, non credo che una vanga potesse fare qualcosa. Poi credo di essere stata colpita. E poi mi sono svegliata.

Tutti – mostri e umani – erano scomparsi. Solo qualche piccola fiamma rimaneva ancora accesa come un barlume di ricordo. E mi sono trovata lì da sola, a piangere abbracciata ad un attrezzo per spalare la merda. Ho pianto tanto, forse per giorni, mentre dentro di me, invece della fame, cresceva un odio ardente contro le creature malvagie, contro lo schifo che stava devastando tutte le nostre terre. Ci sentivamo al riparo noi, ma non era così. L’esercito delle creature del male raggiungeva ogni luogo.

Asciugandomi le lacrime mi promisi di diventare più forte e di sconfiggere ogni singolo essere malvagio esistente su tutte le terre conosciute. Mi sistemai qualche attrezzo nella cintura, poi dopo un ultimo sguardo alla devastazione del mio villaggio, mi incamminai verso il mio destino.