Torniamo a Chrin col solito tuffo di 2 mt, nella stanza del portale, con i soldati a guardia, e non sono neanche stupiti dal carretto che abbiamo teleportato con noi. Le guardie ci danno il benvenuto e ci dicono che il capitano Falmer ci aspetta al ponte. Il capitano e’ felice di vederci, anche se ci aveva dati per spacciati. Gli diamo la brutta notizia di Deckard e che vorremmo commemorarlo. In compenso, abbiamo trovato una persona che ha avuto a che fare con la Mano del Demone. Zyva viene accompagna alla Caserma di piazza Semena da 4 guardie con l’armatura del drago, mentre noi andiamo dalla Regina Fumogrigio a fare rapporto.
Zyva viene gentilmente interrogata da Seiward sulla sua provenienza e la informa sulle regole per vivere pacificamente e liberamente a Chrin, prestando giuramento alla citta’, alla Regina e al suo popolo. Inoltre deve fare due anni di servizio militare. Poi la manda a riposarsi nelle camerate della caserma.
Folmer e le sue guardie ci accompagnano dalla Regina, e nel frattempo ci chiede un resoconto. Minerva e Weiss gli raccontano il grosso delle nostre disavventure, della morte di Deckard, del Terrore d’ombra, l’incontro con Zyva, i monaci e tutto il viaggio. Folmer ci conferma che molte citta’ sono insorte ai draconici e alla Mano del Demone, quindi il racconto sembra congruo. Arrivati al castello, ci accomodiamo nella stanza del capitano, che manda una delle guardie ad avvertire la Regina. Folmer ci offre un tonico rinvigorente alcolico.
Intanto Zyva sta consumando un lauto pranzo, accompagnato da una buona birra, tutta sola soletta in caserma.
Una delle guardie del drago ritorna e chiede l’oggetto recuperato per poterlo archiviarlo su ordine della Regina. Andiamo nelle nostre camere a riposare (+bagnetto) e poi ci muoveremo per andare a provare a parlare con la Regina Fumogrigio. Io trovo in stanza un elegante camicia con un risvolto sul lato del braccio mancante, chiuso da una spilla d’oro. Fatto il bagnetto e rifocillato, regroup e andiamo verso gli appartamenti della Regina. Veniamo fermati dalle guardie del drago che avvisano la Regina, e poi ci fanno entrare, scortandoci verso le stanze regali. Quando entriamo, la stanza e’ in penombra e la regina siede a testa in giu’ sul suo scranno, con i capelli ricci che le scendono sul pavimento, roteando un piccolo specchio e accanto a lei una serie di oggetti vari. Appena ci vede getta nella pila degli oggetti lo specchio e ci saluta. Le raccontiamo dell’ombra e lei ci fa notare che all’esterno potremmo essere piu’ vulnerabili. Niancil aveva gia’ avvisato la Regina che la Mano era alla nostra ricerca.
La Regina ha una richiesta per noi: dovrebbe essere in arrivo un corteo con Aasi Fiamma Crudele in citta’. Lei non vuole a che farci e chiede a noi di tenerlo a bada, con un ricevimento o un ballo. Facciamo presente che fara’ “fuoco e fiamme” per vedere quella che ritiene la sua futura sposa. Dobbiamo fare in modo che se ne vada contento.
Mentre Minerva va a trovare Zyva, noi andiamo a farci un meritato riposo su dei confortevoli letti morbidi. Minerva ha anche organizzato con le altre guardie una veglia per Deckard per la sera dopo.
8 Otzentarr
La mattina Zyva viene accompagnata al Palazzo Reale e portata al cospetto di Folmer Vazzana, che le chiede la sua storia, e lei gli racconta tutto senza tralasciare nulla. Lei le chiede se vuole mettere a disposizione le sue arti magiche a supporto degli Occhi del Cerbero, dato che il suo aiuto e’ stato esemplare durante la missione, accogliendo un convinto SI da Zyva. Cosi’ la parta nel giardino reale dove c’e’ la statua di Silas, e le fa prestare giuramento. Dopo la porta dove ci sono le nostre stanze e le assegna una tutta sua.
Tranne Xyr che va in biblioteca a cercare info sulle Terre della Corona, io e Weiss andiamo alle terme degli gnomi Durinoc Fontecalda e Mavot Sorgentepulita, che ci accolgono con grandi sorrisi!
Nei testi Xyr trova una teoria interessante in base alla quale il Perno delle Valli e’ l ‘ancora attraverso la quale la volonta’ degli dei si manifesta in questa realta’ e rende le Valli piu’ reali. Lo studioso sostiene che quelle che c’e’ fuori dalle Valli e’ il riflesso di quello che succede nelle Valli. E quei posti sono abiatati da spitriti simili ai diavoli, autonomi e legati ai luoghi e ai popoli che lì abitano. Allontanandosi dal perno delle valli la geografia diventa fluida ed incostante.