Una mano alla cintura, una mano alla pentolaccia…

Siamo in fondo al pozzo, circa 60 metri sotto la superficie del tempio che non assomiglia affatto ad uno yin e yang. Weiss rende Martok in grado di volare, e un po’ alla volta ci porta su. Fuori c’è la marea che sta risalendo e decidiamo di riposare fino al ciclo successivo, quando poi Martok in forma di aquila ci porta tutti su.

Iniziamo a camminare seguendo la costa, cercando di raggiungere il villaggio da dove eravamo partiti. Di notte, ci ripariamo nella capanna di Leomund.

Durante la notte tra il 3 ed il 4 di Otzentarr, Xyr, Martok e Ziva si svegliano con la strana sensazione che il senso di oppressione che avevamo provato durante tutto il viaggio si sia stranamente affievolito. Visto che niente sembra minacciarci, i tre tornano a dormire. La mattina dopo ci svegliamo riposati come mai negli scorsi giorni. Usando il Bracciale del fantasma come suggerito da Weiss, Oremov si accorge che una volta in quella forma Martok sembra una ombra sfocata, senza forma e senza ombra. Minerva sembra solcata da tagli, come anche tutti quelli che hanno ricevuto danni da ombra.

Passano altri 3 giorni, quando finalmente al 7 di Otzentarr vediamo il pendio che porta al villaggio dei pescatori e al sito delle pentole. Mentre Minerva è intenta a guardare le nuvole, tutti noi iniziamo a sentire un odore sgradevole, come di bruciato, provenire dalla zona delle pentole. Xyr, Omerov e Martok si avvicinano silenziosamente, con Weiss un po’ dietro. Frusciamo tra le canne fino a vedere che alcune delle canne e parte del terreno risultano bruciati, come anche le pentole sembrano fuse dal lato all’interno del cerchio. Quando ci rendiamo conto che non c’è nessuno, ci avviciniamo. La forma bruciata è irregolare ma sembra grossomodo una grossa mano umanoide si fosse schiantata sopra il circolo.

Decidiamo però che nonostante la grande nostalgia di Crihn, facciamo fare un giro di ricognizione a Martok in forma d’aquila che però non nota nulla di strano. Prima di partire, Minerva attiva il medaglione per contattare il capitano Folmer Valzana. Sebbene siano felici di sentirci, ci chiedono di non usare ancora il portale prima che lui non abbia avuto modo di parlarne con l’Accademia. Aspetteremo il giorno dopo per ricontattarlo.

Minerva parte a cavallo verso il villaggio per una rapida ricognizione, passa tuttavia buona parte della giornata prima che ritorni. Non facciamo in tempo a preoccuparci che la vediamo tornare a bordo di un carretto, completamente ubriaca e carica di ceste e di doni. Sembra che ci ritengano i liberatori di queste terre, e che anche loro da 3 giorni abbiano sentito la morsa della maledizione allentarsi. Per quanto riguarda invece la fiammata, dicono che 21 giorni fa c’è stata una specie di folgore, il 16 di Lagunarinn, proprio il giorno che abbiamo incontrato Ziva. Dal loro racconto, c’era una creatura e le pentole hanno allontanato la creatura.

Non riusciamo a questo punto a non interrogare Ziva, e ci racconta meglio la sua storia. Lei era stata catturata durante una battaglia contro dei draconici, e portata in una roccaforte dei demoni dove è stata interrogata da una demonessa, un centauro e una ombra. Lì era stata incatenata da una specie di ombra, e a causa di questa catena le era impossibile opporsi ai comandi che avrebbe ricevuto, vale a dire di usare i suoi poteri non più per difendere Crihn ma per uccidere i suoi eroi. Ci ricordiamo che nel combattimento contro la mano, il licantropo che avevamo ucciso era proprio tenuto con una catena. Quando hanno provato a teletrasportarsi, ha sentito una esplosione ed un contraccolpo. Subito dopo si è trovata in un bosco, molto vicino a dove eravamo noi.

La mattina dopo, si forma un portale ed appare una formazione di guardie del drago che ci riconoscono e ci fanno entrare nel portale. Finalmente, torniamo a Crihn.

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